La tradizione del Felicin a metà Novembre

Tradizione vuole che verso la metà di Novembre il miglior tavolo del Giardino da Felicin a Monforte d’Alba venga popolato da un gruppo nutrito e variegato di amici, attirati dal saporito cibo piemontese in stagione di tartufi, dai robusti e profumati vini rossi e dai colori caldi delle Langhe d’autunno.

Il tavolo viene preparato in fondo alla sala principale, con tovagliato spesso ma elegante, posateria e porcellane pregiate, circondato dai rossi vinaccia e gialli ocra dei tendaggi e corredato dai bei mobili di legno scuro che fanno tanto “casa di campagna di una volta”.

Non facciamo quasi in tempo ad assaggiare i grissini di farina di polenta ed il pane alle olive che, senza indugi, i camerieri iniziano in modo molto coordinato a servire il saluto della cucina: un piccolo crostino di pane con una sfoglia di burro e una fettina di prosciutto crudo tagliato a mano. Per inziare non ci dispiace ed un fruttato vino bianco inaugura il primo brindisi.

Poi si parte sul serio.

Primo antipasto: Filettini di merluzzo con patate croccanti. Ben azzeccato l’accompagnamento di olive sminuzzate con pinoli e semi di girasole che danno un tocco di “terreno” ad un piatto forse un po’ marittimo per la stagione.

Secondo antipasto: Patè di faraona servito su pane briosche e con marmellata di cipolle. Nocciole a pezzetti e tartufo nero decorano e insaporiscono in modo atipico un piatto tradizionale. Buonissimo, il patè si scioglie in bocca….sarà anche grazie al Nebbiolo arrivato nel frattempo.

Arriva poi una zuppetta di funghi che, in tutta onestà, non capisco. Buona e servita in modo molto aggraziato, ma al di fuori del percorso iniziato e di non-congiungimento con i piatti che l’avrebbero seguita.

Si arriva poi al culmine del menu con i classicissimi tajarin all’uovo, serviti carichi di burro e con abbondantissimo tartufo bianco grattato al momento da mani esperte. I tajarin sono fatti ad arte, cotti al punto giusto da renderli morbidi ma non collosi, la forchettata rimane ariosa e le scaglie di tartufo quasi si sciolgono nel burro che avvolge ad uno ad uno gli spaghettini. Nonostante i tartufi di quest’anno rimangano leggermente sotto tono rispetto all’anno scorso, non c’è dubbio: buono, buono, buono.

E’ un peccato l’aver dovuto dividere la porzione con la dolce metà in modo da poter assaggiare anche i ravioli al tartufo nero. Ravioli piccolini e rigorosamente fatti a mano, con un ripieno neutro ma serviti con generoso tartufo nero. Buoni, ma con il senno di poi mi viene da dire “MAI rinunciare a metà piatto di tajarin”.

I secondi di coniglio in umido e di coda di vitello brasata al Barolo completano il pasto. Carni morbide e sapientemente speziate, servite dai camerieri in pentole di rame. Ottimi i contorni di patate e finocchi al forno. Un Barolo molto corposo ci aiuta nel assaporare meglio le carni.

Ci rendiamo conto che le porzioni di Felicin sono leggermente diminuite rispetto all’anno scorso, quando arriviamo al momento del classico gianduiotto e della piccola pasticceria con ancora un po’ di fame. E forse ne siamo anche contenti. L’aver gridato resa prima del dolce un anno fa ci era sembrato una cosa imperdonabile. Il gianduiotto si configura come un paio di sfoglie di cioccolato alla gianduia ripiene di biscotti, gelato alla crema, caramello ed una colata di cioccolato fondente.

Non c’è nulla che non vada nei dolci, tutti fatti a mano, ma da Felicin di sicuro si sceglie di andare per le portate principali.

Finiamo il pranzo con un gradevole caffè verso le quattro del pomeriggio. La luce del tramonto è arancione e ci fa sentire ancora più soddisfatti.

Poche accortezze (tra cui forse l’educare i già capacissimi camerieri sulla composizione dettagliata dei piatti e la flessibilità nel accettare rapidamente sia cash che carte di credito) renderebbero l’appuntamento da Felicin ancora più impeccabile.

Il conto è pittosto salato, non lo si può negare (c.€90/130 senza/con tartufo bianco a persona incluso il vino).

Ma il cibo sopraffino e l’elegante accoglienza, si sa, sono merce rara quindi noi paghiamo volentieri il premio e pensiamo già a quali meraviglie ci aspetteranno alla prossima visita.

Giardino da Felicin
Via Vallada 18
Monforte d’Alba (Cuneo)
+39 0173 78225
http://www.felicin.it/

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