Senta dottore, penso di avere la Cucinite…è grave?

Ti accorgi a poco a poco che c’è qualcosa che non va. Inizi a fare caso ad alcuni sintomi, che si ripresentano con costanza, ma ad intensità crescente.
E ti spaventi perché capisci che non c’è molto in tuo potere per guarire. Non ci sono capsule, pillole o sciroppi. Non funzionano i 4-padri-nostri-e-le-8-ave-marie. Non è efficace il rimedio della nonna di dormire tutta la notte con il berretto di lana.
Te ne vergogni. Pensi di essere solo. Ti rifiuti categoricamente di parlarne con anima viva. Sei convinto che gli amici ti deriderebbero. Immagini la tua famiglia che, delusa, scrolla lentamente la testa in segno di rassegnazione

In cuor tuo sai che ormai è tardi.
Hai la Cucinite.
E dovrai imparare a conviverci.
Ma prenderne atto e lasciare che faccia il suo corso, vi renderà la vita migliore.

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Esiste un pattern di sviluppo della cucinite, facilmente rilevabile con osservazioni empiriche:

STADIO 0 – Cucinite in incubazione
Probabilità di reversibilità: 90%

Sintomo prevalente: indifferenza
- Interesse tenue nei confronti del cibo in generale
- Preferenza per piatti tradizionali, tendenzialmente cucinati da elemento atavico femminile della famiglia
- Forte resistenza a spezie, erbe e aromi
- Alla richiesta “per favore mi mescoli le melanzane che altrimenti si attaccano?”, reagite strascicando i piedi fino ai fornelli pensando che “quel cucchiaio di legno mi farà venire le bolle alle mani”. Nella maggioranza dei casi, mescolate le melanzane distrattamente guardando la televisione, rigirando rigorosamente solo il centro della pentola. La probabilità che le melanzane si attacchino è prossima al 100%
- Se dovete cucinare, optate per zuppe pronte, pasta all’olio e petto di pollo alla griglia. Ma preferite ordinare un paio di pizze oppure essere esclusivamente deputati alla scelta del vino
- Possedete solo una padella che-era-antiaderente-10-petti-di-pollo-fa e un pentolino scalda-latte la cui capienza permette esclusivamente di cucinare 50gr di pasta corta

STADIO 1 – Cucinite tenue 
Probabilità di reversibilità: 60%
Sintomo prevalente: entusiasmo
- Avete maturato un interesse sregolato per alcuni cibi specifici. Sintomo che si manifesta di solito in seguito a cene da amici o visite al ristorante
- Siete attratti prevalentemente da piatti unici. Quelli che “fanno figura”, ma “cucini in un attimo”
- La dispensa viene popolata sull’onda dell’entusiasmo da una serie di spezie dai nomi esotici. Finirete per non usarle mai. Mancheranno puntualmente quelle che veramente potevano servirvi
- Alla richiesta “per favore mi mescoli le melanzane che altrimenti si attaccano?”, reagite con rinnovata eccitazione, correte verso i fornelli a rotta-di-collo e per ben 30 secondi mescolate le melanzane, chiedendo “così va bene?” ad ogni giro di cucchiaio. Dopo i 30 secondi iniziali tuttavia perdete interesse. Il mescolare dopotutto vi annoia
- Comperate il Cucchiaio d’Argento, La scienza in cucina e l’arte del mangiar bene di Artusi, La grande cucina di Carnacina. Quando dovete cucinare, sfogliate i libri con sguardo vacuo. Finite generalmente per chiamare la mamma oppure l’amica fidata, chiedendo istruzioni dettagliate per come condire la pasta con il tonno in scatola. La pasta al tonno diventerà il vostro piatto forte per gli anni a seguire. Nessuna pasta al tonno sarà più buona della vostra
- Avete comperato una batteria di pentole investendo gli ultimi 3 stipendi. Possedete ora pentole di diametro tra i 16 e i 28cm, e di capienza tra 1.5 e 7 litri. Continuate tuttavia ad usare esclusivamente il vostro buon vecchio e fidato pentolino scalda-latte

STADIO 2 - Cucinite media
Probabilità di reversibilità 30%
Sintomo prevalente: ritorno alla ragione

- Vi piace mangiare quasi tutto. Ma per quel formaggio con la muffa verde che va mangiato tutto intero provate ancora della consapevole ostilità
- Scegliete di mangiare più portate, razionalmente selezionate bilanciando sapori degli antipasti con quelli di primi e secondi. Optate di solito per piatti la cui descrizione include parole come: sesamo, fois-gras, mandorle, asparagi verdi, capesante, sautè, brasato, vinaigrette, matcha, etc. Non considerate finita la cena al ristorante se non mangiate il “tortino di cioccolato dal cuore morbido”. Siete ormai in grado di stilare una classifica di quale ristorante è in grado di farlo più buono
- La dispensa viene razionalizzata. Vi dotate di spezie utili e versatili. Non le sapete ancora dosare alla perfezione, ed il cumino e il finocchietto vi sembrano tutto sommato la stessa cosa. Ma almeno avete eliminato l’anice stellato, la curcuma e quel “misto di spezie indiane” portato dall’amica dall’ultima visita a Bangalore
- Alla richiesta “per favore mi mescoli le melanzane che altrimenti si attaccano?”, reagite con ostentata sicurezza, mescolando attentamente le melanzane facendo attenzione a non tralasciare alcun angolo della pentola. Contemporaneamente siete in grado di tenere una conversazione, sorseggiando un calice di vino. Vi sentite fieri di aver contribuito attivamente alla preparazione del piatto
- Scoprite di possedere un forno. Cercate su internet: “quando utilizzare la modalità statica, ventilata o grill?”. A prescindere dai risultati della ricerca, continuate ad utilizzare la modalità ventilato per il 99% delle preparazioni, perché dopotutto “se l’aria calda viene fatta circolare in tutto il forno, secondo me è meglio”

STADIO 3 - Cucinite acuta
Probabilità di reversibilità 0%
Sintomo prevalente: ufficializzazione

- Percepite il cucinare come attività auto-sufficiente. Non cucinate per il bisogno di mangiare. Volete cucinare e basta. Ogni momento è buon per cucinare. Appena avete gli ingredienti, iniziate, come se non ci fosse un domani
- Iniziate a pensare che andare al ristorante è principalmente un’occasione sprecata di mettervi alla prova. Adorate invitare amici a cena e vi lanciate in esperimenti mai provati prima. Ma non avete paura perché la dedizione infusa nella preparazione è tale da farvi sentire invincibile. Non c’è soufflé al mondo che vi possa fermare. Gli amici sofferenti di Cucinite in incubazione e tenue, iniziano a chiedervi i dettagli delle vostre ricette. Vi sentite la regina/il re della vostra cucina
- Sapete esattamente come utilizzare l’anice stellato, la curcuma e quel “misto di spezie indiane” portato dall’amica dall’ultima visita a Bangalore. Decidete di andare in India per procurarvelo di prima mano. Ogni vacanza non è vacanza se non avete visitato tutti i mercati di cibo locali e non avete assaggiato tutto l’assaggiabile
- Conoscete e dominate i segreti per preparare il “tortino di cioccolato dal cuore morbido”. In cima alla classifica stilata del migliore tortino ora ci siete voi
- Nessuno mescola le melanzane meglio di voi. Mai chiedereste a qualcuno di mescolarle per voi. Da un lato non volete privarvi della gioia immensa del riconoscere che ormai mescolate in un modo per cui non è possibile che le melanzane si attacchino. Dall’altro ti rendi conto che hai invitato amici sofferenti di Cucinite in incubazione e tenue, e che quindi non è consigliato affidare loro vostre figlie, le melanzane
- Avete scoperto da un po’ i food blog. Ne avete salvati ottanta nei vostri preferiti. Non passa giorno che non consultiate le novità di ognuno di questi. Siete ispirati dalla fantasia delle ricette. Invidiate le capacità culinarie del blogger di turno. Non riuscite a staccare gli occhi dalle meravigliose foto, che nulla hanno da invidiare alle riviste professionali di cucina
- E poi succede così, senza averlo pianificato…una sera scegliete una ricetta, una che sapete fare bene e che magari si tramanda nella vostra famiglia. Cucinate con cura e dovizia impareggiabile. Impiattate. Tutto è pronto per essere mangiato. A questo punto un pensiero fisso inizia a insinuarsi nella vostra mente…Decidete di non resistergli, allungate la mano nel cassetto dove tenete la macchina fotografica… e scattate la vostra prima foto del piatto appena cucinato.
La qualità della foto sarà pessima, avrete usato sicuramente il flash, il piatto sarà fuori fuoco e vi renderete conto che la bottiglia dell’acqua, verde e di plastica, non è lo sfondo più suggestivo che potevate scegliere. Ma quella foto vi segnerà per sempre
- Vi rendete conto di aver passato il punto-di-non-ritorno solo quando, allo scattare della terza foto sentite il bisogno di condividerla con qualcuno
- E allora parte l’email. Parte alle amiche fidate. Parte ad ufficializzare l’innegabile, avete la Cucinite acuta…

ED E’ UNA COSA IRREVERSIBILMENTE MERAVIGLIOSA!!